Intervista a Cesare Basile

Qualche mese fa Davide ha realizzato per il suo blog Lo Spaccadischi una bella intervista a Cesare Basile, giurato e ospite di Musica da Bere 2013. Eccola qua:

Partiamo dal mare, da Catania a Berlino. Due città diametralmente opposte, almeno così possono apparire ad un turista. Tu che hai avuto la possibilità di conoscerle, di conoscere la gente che le abita, che analogie e che differenze ti hanno colpito? Questo viaggio come ha cambiato il tuo approccio alla musica?

È un viaggio lontano nel tempo, avevo ventiquattro anni e ora ne ho quarantanove,ciononostante Berlino continua a essere un riferimento attitudinale. Mi ha insegnato a improvvisare, resistere e attaccare. Le differenze e le analogie finiscono sempre per confondersi. I luoghi sono solo occasioni.

Ho avuto l’occasione di intervistare recentemente Dimartino e Roberta Gulisano (cantautori siciliani) e confermavano la mia sensazione che in Sicilia, in questo momento, ci sia un gran movimento musicale e un fiorire di giovani artisti. Tu che impressione hai? Come avverti il clima musicale e culturale in genere della tua isola?

È un luogo strano la Sicilia, si infiamma e spesso, purtroppo, si acquieta improvvisamente. Di sicuro al momento sta esprimendo energie creative, artisticamente e socialmente. Abbiamo una strada ed è quella di generare conflitti necessari. Forse siamo nelle condizioni di sottrarci alla miseria dell’elemosina a cui ci hanno educati per anni.

La cura e la precisione dei tuoi testi, che però risultano naturali e non esercizi di stile, fanno capire che sai benissimo di cosa vuoi parlare e come lo vuoi comunicare. Qualità rara questa, sopratutto nei giovani cantautori. La canzone d’autore ha ormai fatto il suo tempo o c’è ancora qualche cosa di dire?

Non credo alla canzone d’autore, credo alla canzone che racconta. I racconti stanno dappertutto e chi si incarica di trasmetterli deve saperli cogliere. Sinceramente mi annoia l’autoreferenzialità di tanti, vecchi o giovani che siano, e più di tutto mi disgusta l’ironia stesa sul nulla.

Ti va di raccontarci un aneddoto che ti ha fatto capire che il tuo lavoro sarebbe stato quello del musicista?

Mio nonno suonava il violino e strimpellava la chitarra. Una volta, mentre mi stava insegnando un paio di accordi nuovi, si ferma e mi dice: se vuoi imparare a suonare devi imparare a rubare.

Mi dici tre libri, tre film e tre canzoni a cui sei particolarmente legato?

L’uomo che ride, di Victor Hugo. Moby Dick di Melville. La biografia di Severino Di Giovanni di Osvaldo Bayer. Dianne degli Husker Du. Goddam the sun degli Swans. Lover lover lover di Leonard Cohen.

Qual è il tuo vizio preferito?

Una volta era l’alcol, lo è rimasto come desiderio ma non è il caso di continuare.

Cosa bolle in pentola?

Combinare guai.

Come tradizione dello “Spaccadischi” l’ultima domanda puoi farla tu a me. Grazie mille per la disponibilità e complimenti ancora per il tuo ultimo album. Un abbraccio di cuore. Davide

Sai come smettere di scrivere canzoni?

Credo sia una sana dipendenza, una necessità e credo si smetta solo quando questa forma ci va stretta e abbiamo bisogno di trovare altre strade per comunicare, ma finché l’urgenza e l’esigenza di comunicare pulsa dentro le nostre vene in qualche modo deve pur essere canalizzata ed uscire.

intervista di Davide Vedovelli realizzata per il blog Lo Spaccadischi

Le Targhe Musica da Bere 2013

Vi abbiamo fatto aspettare qualche giorno più del previsto, ma speriamo ne sia valsa la pena anche per voi… Eccovi i nomi dei tre artisti a cui assegneremo le Targhe Musica da Bere 2013, che si esibiranno in uno showcase acustico a conclusione delle tre serate della rassegna:

. Cristina Donà – venerdì 17 maggio al Teatro CTM di Rezzato (con Saverio Lanza)

. Shel Shapiro – sabato 18 maggio al Teatro Corallo di Villanuova sul Clisi (con Daniele Ivaldi)

. Davide Van De Sfroos – domenica 19 maggio al Centro Sortivo di Vobarno (con Angapiemage Galiano Persico)

Musica da Vivere

Abbiamo chiesto a Massimo Pirotta, amico e giurato di Musica da Bere sin dalla prima edizione del concorso, di scriverci “qualcosa” per questo blog. Quando ci è arrivato il suo “qualcosa” una lacrimuccia, lo confessiamo, è scesa. E non possiamo rispondergli che con un GRAZIE davvero maiuscolo. Buona lettura!

Vale la pena di una trasferta questa kermesse musicale (e non solo) che da anni si svolge a Vobarno e dintorni. Perché la passione trasuda e continua a farla da padrona, ci sono azzeccate scelte artistiche, il clima è conviviale e l’atmosfera è delle migliori. Cantautori, bandautori, altri sguardi ed attenzioni (indie-rock, etno-rock, folk-rock) e un solido “filo rosso” che unisce artisti che hanno fatto la storia della musica italiana alle nuove proposte in concorso e agli emergenti delle stagioni più recenti. Merito dell’Associazione Culturale “Il Graffio”, da anni operante con indomita generosità sul territorio. E che ogni anno, trova sbocco, in un weekend ricco di sorprese e di allettanti proposte. Ospiti di caratura nazionale (e relative targhe), giovani artisti che da qui hanno ricevuto nuova linfa per continuare e migliorare i propri percorsi artistici. Ma non solo. Nel corso degli anni: la pubblicazione di un periodico, libri (Ascanio Celestini, Fabrizio Galvagni), incontri con scrittori (spesso e volentieri nella maestosa biblioteca del paese). E come se ciò non bastasse, la caparbietà di progettare eventi speciali. La fantastica esibizione dei Calibro 35 con l’Orchestra Municipale di Vobarno avvenuta l’anno scorso, ne è lampante prova. Alle ragazze e ai ragazzi de “Il Graffio” mi lega un profondo sentimento di affetto e di stima e, non potrebbe essere diversamente. Perché le persone che più mi interessano sono quelle che ci mettono l’anima, il cuore, la faccia nell’ideare qualcosa che fuoriesca dagli angusti perimetri della pseudo-cultura ufficiosa ed imperante. Dunque, mettersi in gioco: ne vale la pena e quando un desiderio si fa realtà non si sta più nella pelle. È bello e toccante. Come dire: ne è valsa la pena. E perché, più che le parole, sono gli sguardi a spiegarti il tutto. Se poi sono accompagnati da bei suoni, ugole che catturano e una situazione capace di annullare la distanza tra pubblico e platea, beh… la scommessa è vinta! Solo una cosa agli organizzatori ho sempre “rimproverato”: la denominazione per una manifestazione che è tutt’altro che da bere. “Musica da non consumare” ebbe a scrivere, molti anni fa, uno dei più autorevoli critici rock italiani. Ebbene sì: perché gli aromi, quelli buoni, non ti abbandonano tanto facilmente. E dunque: musica da vivere, perché a tutte le espressioni artistiche va chiesta una sola cosa. Quella di essere come un incontro che ti fa palpitare il cuore.

Massimo Pirotta

La Giuria di Musica da Bere 2013

Non ve l’avevamo ancora detto qui, ma c’è scritto anche nell’articolo qua sotto, quindi non possiamo più fare gli gnorri!

La giuria specializzata, che valuterà le esibizioni dei 6 finalisti decretando il vincitore di Musica da Bere 2013, sarà composta da:

. Enrico de Angelis – responsabile artistico del Club Tenco 

. Massimo Pirotta – giornalista del Mucchio Selvaggio

. Enrico Faccio – organizzatore del Premio alla Passione Civile Trabucchi d’Illasi

. Giorgia Poli – bassista fondatrice degli Scisma

. Cesare Basile – sì, proprio lui…

Il Corriere parla (anche) un po’ noi…

 

Sul Corriere della Sera – sezione Brescia di ieri un bell’articolo sui nostri finalisti e giurati! [ci teniamo a sottolineare che la scelta di valorizzare nel titolo e nella fotografia i concorrenti bresciani, trattandosi appunto della sezione del Corriere dedicata alla nostra città, non dipende assolutamente e ovviamente da noi. Trovate il nostro comunicato stampa nella sezione press del sito]

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